بسم الله الرحمن الرحيم

 

الحمد لله رب العالمين الرحمن الرحيم مالك يوم الدين والحمد لله الذي لم يتخذ ولدا ولم يكن له شريك في الملك ولم يكن له ولي من الذل. الحمد لله نستعينه ونستغفره، ونعوذ بالله من شرور أنفسنا ومن سيئات أعمالنا، من يهده الله فلا مضل له، ومن يضلل فلا هادي له.

 


نشهد أن لا إله إلا الله ونشهد أن محمدا عبده ورسوله أرسله بالهدى ودين الحق ليظهره على الدين كله وكفى بالله شهيدا صلى الله عليه وعلى آله وصحبه وسلم تسليماً كثيراً. أما بعد:



 

Nel Nome di Allāh, Clementissimo e Sommamente  Misericordioso,

Sia Lode ad Allāh, Sovrano dei mondi, Clementissimo e Sommamente Misericordioso, Re del Giorno del Giudizio. Sia Lode a Colui che non si è preso figlio alcuno, che non ha associati nel Regno, né protettori per l'umiliazione. Sia Lode ad Allāh, invochiamo il Suo aiuto, imprechiamo il Suo perdono, cerchiamo rifugio in Allāh dai nostri mali e dalle nostre cattive azioni. Chiunque Allāh guidi, non c'è niente che possa sviarlo, e chiunque Allah svii, non c'è nulla che possa guidarlo.

Attestiamo che non c'è altra divinità degna di adorazione ad eccezione di Allāh, e che Muḥammad è il Suo Servo e il Suo Messaggero, inviato con la guida e la religione della verità, a imporla sopra ogni altra religione, e Allah è sufficente come testimone. Che la pace e le preghiere divine siano su di lui, sulla sua famiglia, sui suoi compagni.

 

Seguitando :


La nostra da`wah consiste principalmente nel richiamare le persone al tawḥīd e alla professione di fede dell’Ahl al-Sunnah wa al-Jamā`ah attraverso la metodologia dei Salaf al-Ṣāliḥ. Cerchiamo di diffondere l’ `ilm attraverso il Qur’ān, la Sunnah, la comprensione dei Salaf al-Ṣāliḥ e le parole dei pii `ulamā’, i quali crediamo posseggano un īmān sano e un corretto minhāj.

Sappiamo che nessuno è esente da errori e imperfezioni, e che nessuno è infallibile ad esclusione di Allāh e del suo Rasūl (ṣallā Allāhu `alayhi wa-Sallam) e non seguiamo nessuno degli `ulamā’ ciecamente e pedessiquamente.

L’Imām Malik disse: “La parola di una persona può essere adottata o respinta, ad esclusione di chi si trova nella tomba (indicando la tomba del Rasūl, ṣallā Allāhu `alayhi wa-Sallam)”.


L’Imām `Alī Ibn Abī Ṭālib disse: “Non conoscerai la verità attraverso gli uomini; ma conosci la Verità, in tal modo conoscerai coloro che la seguono”.


Sosteniamo i mujāhiddīn, i prigionieri musulmani che si trovano rinchiusi nelle carceri dei kuffār e dei murtadīn, e tutti coloro che sono oppressi dai tiranni. Coloro che hanno una malattia nel cuore vorrebbero spegnere la luce di Allah, e inventano a tal proposito delle menzogne o delle calunnie contro di noi, ma Allāh vede quel che fanno, e dovranno render conto a lui nel giorno del decreto.

Temiamo soltanto il nostro Rabb e non seguiamo le orme di Šayṭān.

Subḥānallāh, wa-Lā ilaha illā Allāh, wa-La ḥawla wa-Lā qwata illā bi-llāh.

 

 


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بسم الله الرحمن الرحيم

معنى لا إله إلا الله

Significato di “Lā Ilaha Illāllāh”

Šaī Abū Basīr A-artūsī

 

“Lā Ilaha Illāllāh” significa: “Non c’è altro dio (Mā’lūh), né altro idolo (Ma`būd) avente diritto d’esistere eccetto Allāh (Subānahu wa-Ta`ālā)”. Essa [testimonianza] poggia su due pilastri fondamentali: il pilastro comprendente la negazione (Nafī) assoluta dell’esistenza di altre divinità, che siano degne di essere adorate; ed è rappresentato dalla prima parte della testimonianza (Šahādat): “Lā Ilaha”. L’altro pilastro, comprendente la parte dell’attestazione che il Solo Idolo avente diritto d’esistere è Egli, Allāh, Unico, è rappresentato dalla seconda parte della testimonianza: “Illāllāh”; una negazione seguita da una [preposizione esprimente] esclusione: “Illā”. Ciò sta a indicare, in estrema sintensi e analisi, che il Solo Idolo avente diritto d’esistere è Egli, Allāh (Subānahu wa-Ta`ālā), Unico, senza consoci. In merito a questa definizione elenchiamo a seguire le seguenti postille e osservazioni:

1. Chi dichiari la parte della testimonianza relativa alla negazione, senza dichiararne la parte relativa all’attestazione non è un credente (Mū’min). E chi dichiari la parte dell’attestazione, senza dichiararne la parte relativa alla negazione, similmente non è un credente. E non è un credente nemmeno se non concilia assieme i pilastri: la negazione e l’attestazione della dottrina, [mediante] la parola e l’azione; sia esteriormente che interiormente. E come disse Allāh (Subānahu wa-Ta`ālā) riguardo ai Compagni della caverna (Aṣḥāb al-Kahf):

وَإِذِ اعْتَزَلْتُمُوهُمْ وَمَا يَعْبُدُونَ إِلَّا اللَّهَ فَأْوُوا إِلَى الْكَهْفِ

“Quando vi sarete allontanati da loro e da ciò che adorano all’infuori di Allah, rifugiatevi nella caverna…” (Sūrat al-Kahf, 16)

Essi convennero sui pilastri; lungi dai politeisti (Mušrikūn), dagli idoli (awāghīt), e dalle false e mendaci divinità. E non rigettarono il culto (`ibādat) di Allāh (Subānahu wa-Ta`ālā), perchè Egli è l’Unico Dio degno di adorazione (`ibādat), e d’obbedienza (ā`at). Così come disse Allāh (Subānahu wa-Ta`ālā) a proposito del Profeta Ibrāhīm (`alaīhi as-Salām):

وإذ قال إبراهيم لأبيه وقومه إنني براء مما تعبدون . إلا الذي فطرني فإنه سيهدين

“E [rammenta] quando Ibrāhīm disse a suo padre e al suo popolo: - Io rinnego tutto quel che voi adorate, ad eccezione di colui che mi ha creato,  poiché egli mi guiderà.” (Az-Zuruf, 26-27)

E disse Allāh (Subānahu wa-Ta`ālā):

أفرأيتم ما كنتم تعبدون . أنتم وآباؤكم الأقدمون . فإنهم عدو لي إلا رب العالمين

“[Disse Ibrāhīm]: – Avete riflettuto su ciò che adoravate, voi e i vostri avi? Essi sono miei nemici, eccetto il Sovrano dei mondi.” (aš-Šu`arā’, 75-77)

Ibrāhīm (`alaīhi as-Salām) annunciò il suo antagonismo e il suo distacco da tutte le [false] divinità adorate all’infuori di Allāh (Subānahu wa-Ta`ālā), il Solo Dio avente diritto [all’esistenza], ammettendo quindi unicamente il Suo [di Allāh] culto (`ibādat) e la Sua [di Allāh] Maestà (Mawālāt). Queste e altre āyāt indicano che i politeisti adoravano Allāh (Subānahu wa-Ta`ālā), ma Gli associavano nel culto (`ibādat) altre divinità. Pertanto [Ibrāhīm] dichiarò il suo rigetto (Barā’) assoluto, rispetto a ciò che essi [politeisti] adoravano ad eccezione del Creatore (Khāliq), il degno di adorazione.

2. L’espressione “avente diritto d’esistere”, è allo scopo di escludere le false divinità che essi [i politeisti] adoravano all’infuori di Allāh, e che sono prive di qualsiasi attributo (ifat) che gli conferisca il diritto di essere adorate. E ciò che essi adorano all’infuori di Allāh (Subānahu wa-Ta`ālā), come le false divinità, non hanno nulla che gli dia il diritto di rientrare nel significato del culto. Non posseggono realmente le caratteristiche (Khaā’ī) e gli attributi  (ifāt) che le possano elevare al rango della Divinità (Ulūhīyat), e che ne sanciscano la legittimità del culto con o all’infuori di Allāh (Subānahu wa-Ta`ālā). Si potrebbe asserire che esistono in realtà divinità e idoli che vengono adorati all’infuori di Allāh (Subānahu wa-Ta`ālā); e noi diciamo che esistono delle divinità, ma che non posseggono le caratteristiche e gli attributi  della Divinità. Essi [idoli] sono quindi adorati falsamente e senza diritto alcuno, e la testimonianza dell’Unicità (Šahādat at-Tawīd) di Allāh, non negano assolutmente che vi siano delle altre divinità in realtà, ma negano assolutamente l’esistenza di divinità che posseggano le caratteristiche e gli attributi che le possano elevare al rango della della Divinità, e che ne sanciscano la legittimità del culto con o all’infuori di Allāh (Subānahu wa-Ta`ālā). Il primo pilastro della testimonianza dell’Unicità è “Lā Ilaha”… ed Egli è la “Divinità”, ossia: “Non c’è divinità avente diritto d’esistere eccetto Allāh”. La Verità presenta le caratteristiche e gli attributi della Divinità, la quale è degna di essere adorata, Unica, senza consoci, e verso la quale i suoi servi debbono tendere. Tutto ciò subentra al significato del culto secondo la Legge.

3. Con questa definizione (Ta`rīf) e interpretazione (Tafsīr) della testimonianza  dell’Unicità illustriamo la corruzione (Fasād) del senso – da parte della maggioranza delle persone oggi – della testimonianza dell’Unicità, e dell’interpretazione della testimonianza della Signorìa di Allāh soltanto. Come il significato delle parole: non c’è Creatore (Khalīq), né Danneggiatore (ārr), né Benefattore (Nāfi`), né Elargitore (Rāzaq), né Vivificatore (Muī), né Mortificatore (Mumīt), né Sovrano (Mālik) eccetto Allāh (Subānahu wa-Ta`ālā). E questo significato, anche se può essere parzialmente corretto rispetto al fatto che Allāh (Subānahu wa-Ta`ālā) sia il solo ad essere descritto con quanto sopra, tuttavia non riguarda il significato implicito nella testimonianza dell’Unicità: Lā Ilaha Illāllāh”. Ma questo significato venne adottato in passato dagli associatori, che non entrarono in disaccordo con i profeti (Anbīyā’) con ciò. La loro disputa invero era incentrata su quale fosse la divinità degna di adorazione, laddove rendevano il culto alle loro divinità, ai loro idoli, e alle loro icone all’infuori di Allāh (Subānahu wa-Ta`ālā), pur sapendo e accettando il fatto che il Creatore (Khalīq), il Danneggiatore (ārr), il Benefattore (Nāfi`), l’Elargitore (Rāzaq), il Vivificatore (Muī), il Mortificatore (Mumīt), il Sovrano (Mālik) è Egli, Allāh Solo. Per questo che essi vennero definiti degli associa tori (Mušrikūn) e dei denegatori (Kuffār), meritevoli d’essere combattuti e contrastati per tramite dei profeti e dei messaggeri (alawāt Allāh wa-Salāmuhu `alaīhim). Come disse Allāh (Subānahu wa-Ta`ālā):

ولئن سألتهم من خلق السماوات والأرض ليقولنَّ الله

“E se chiedi loro: – Chi creò i cieli e la terra? Diranno: – Allāh.” (Luqmān, 25)

E disse Allāh (Subānahu wa-Ta`ālā):

قل لمن الأرض ومن فيها إن كنتم تعلمون سيقولون لله قل أفلا تذكرون

“Dì: – A chi appartiene la terra e ciò che v’è in essa? [Ditelo] Se lo sapete! Diranno – Ad Allāh. Dì: – Non riflettete dunque?” (al-Mū’minūn, 84-85)

Essi erano pertanto degli idolatri poichè prestavano il culto ad altri che non Allāh (Subānahu wa-Ta`ālā). Quindi colui che attesti la testimonianza dell’Unicità soltanto parzialmente, non ha compreso interamente la testimonianza dell’Unicità di Allāh  così come ordinato da Allāh e dal suo Messaggero (allāllāhu `alaīhi wa-Sallam) e non trarà beneficio alcuno nel Giorno della Resurrezione (Yawm al-Qīyāmat), e non c’è alcun dubbio che costui faccia parte degli idolatri.

4. La testimonianza dell’Unicità: “Lā Ilaha Illāllāh”, comprende tre categorie: l’Unicità della Divinità di Allāh (Tawīd al-Ulūhīyat), l’Unicità della [Sua] Signoria (Tawīd ar-Rubūbīyat), e l’Unicità dei [Suoi] nomi e attributi (Tawīd al-Asmā’ wa--Sifāt).

5. Ciò che vediamo al giorno d’oggi, è il fatto che molte persone, inclusi alcuni tiranni (awāghīt), hanno preservato la testimonianza dell’Unicità di Allāh così come definita precedentemente, così che qualora si chieda a qualcuno di loro circa il significato della testimonianza dell’Unicità di Allāh, risponderebbero immediatamente, e senza alcuna esitazione o reticenza: “Non c’è nessuno che sia degno di adorazione ad eccezione di Allāh”! Essi attestano tale testimonianza senza coprenderne le connotazioni e i significati, e senza vagliarne gli obblighi e le implicazioni che ne derivano! Essi convengono circa questa definizione, e al tempo stesso adorano e assumono altre divinità assieme ad Allāh. Essi convengono su questa definizione soltanto a parole, in modo tale che possono ovviare e proteggersi dagli attacchi e dalle accuse rivolegli da coloro che li tacciano di ignoranza e di mancanza di conoscenza rispetto all’Unicità. Costoro sono come chi attesti la testimonianza dell’Unicità di Allāh senza conoscerne il significato, o come chi attestandola, si sottragga ai suoi doveri e obblighi. La semplice attestazione della testimonianza dell’Unicità di Allāh non sarà di alcun beneficio per costoro, né per chi la conosca a memoria. Nn riconosceranno la loro responsabilità e la loro colpevolezza né in questa vita (Dunyā), né nell’altra (Ākhirat).

http://www.altartosi.com/book/book13/sec08.html


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Disse Šayḳ Al-Islām Muḥammad Ibn `Abd Al-Wahhab:

  « E se qualcuno di loro dice: "Invero essi fanno il Takfīr generalizzato" , diciamo: Subḥānaka! Questa è un’immensa calunnia! Colui che tacciamo di Kufr, è quel che attesta che il Tawḥīd è la Religione di Allāh e la Religione del Suo Rasūl, e che la da`wat di altri che Allah è falsa, ma dopo di questo taccia di Kufr la gente del Tawḥīd, chiamandoli ḳawārij, e si schiera dalla parte della gente delle cupole (Ahl al-Qubāb) contro i monoteisti (Ahl al-Tawḥīd). Invece chiediamo ad Allāh Al-Karīm, Rabbi Al-`Arši Al-`Aẓīm, di mostrarci Al-Ḥaqq in tutta la sua verità, aiutandoci a seguirla, e di mostrarci il Bāṭil in tutta la sua falsità, aiutandoci ad allontanarcene.» [Dourar as-Saniyyah, 1/63]

 

trait-de-s-paration 

مِنَ الدّينِ كَشْفُ العَيْبِ عَنْ كُلّ كاذِبِ *** وَعَنْ كُلّ بِدْعِيًّ أتى بِالمَصائِبِ

وَلَوْلا رِجـــــالٌ مُؤمِنــــونَ لَهُــــدّمَتْ ***مَعاقِــلُ دينِ اللهِ مِنْ كـُـلِّ جانِبِ
 

"Svelare la colpa di ogni bugiardo fa parte della religione,
E [parimenti] di ogni innovatore apportatore di calamità,
E se non fosse stato per gli uomini credenti, sarebbe certamente stata demolita,
Sarebbero stati i capisaldi della religione di Allah sparsi in ogni direzione."

Il Tawhid dell' Azione

copertina3

Presentazione

  • : islamo monoteismo
  • islamo monoteismo
  • : tawhid wal al jihad Actualité
  • : Avete avuto un bell'esempio in Abramo e in coloro che erano con lui, quando dissero alla loro gente: “Noi ci dissociamo da voi e da quel che adorate all'infuori di Allah: vi rinneghiamo. Tra noi e voi è sorta inimicizia e odio [che continueranno] ininterrotti, finché non crederete in Allah, l'Unico”(S60,V4)
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